{"id":1924,"date":"2014-04-16T09:38:20","date_gmt":"2014-04-16T09:38:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carlocassaniti.it\/?p=1924"},"modified":"2014-04-16T09:38:20","modified_gmt":"2014-04-16T09:38:20","slug":"terremoto-e-trivellazioni-pubblicato-il-rapporto-della-commissione-ichese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/?p=1924","title":{"rendered":"Terremoto e trivellazioni: pubblicato il rapporto della commissione Ichese"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Roma, 16.04.2014 &#8211; Mentre in consiglio regionale l\u2019assessore Gazzolo lo stava illustrando, anche alla presenza dei \u201cNo Triv\u201d arrivati da Ferrara, il sito della Regione Emilia Romagna ha pubblicato il rapporto redatto dalla Commissione Ichese (International Commission on Hydrocarbon Exploration and Seismicity in the Emilia Region), che riguarda possibili relazioni tra attivit\u00e0 di esplorazione per idrocarburi (trivellazioni) e aumento dell\u2019attivit\u00e0 sismica nell\u2019area colpita dal terremoto dell\u2019Emilia-Romagna.<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 possibile scaricare la versione integrale del rapporto redatto dalla commissione Ichese, incaricata di valutare le possibili relazioni tra attivit\u00e0 di esplorazione per idrocarburi e aumento dell\u2019attivit\u00e0 sismica nell\u2019area colpita dal terremoto dell\u2019Emilia-Romagna del mese di maggio 2012. La Commissione \u00e8 stata istituita l\u201911 dicembre 2012 con decreto del dott. Franco Gabrielli, Capo del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, su richiesta del Presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani in qualit\u00e0 di Commissario Delegato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sul sito della Regione \u00e8 pubblicata, inoltre, la lettera del Ministero dello Sviluppo Economico al Presidente Errani relativa alla costituzione di un gruppo di lavoro per la definizione di linee guida per il monitoraggio della microsismicit\u00e0, delle deformazioni del suolo e della pressione di poro come raccomandato dalla Commissione Ichese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">ECCO LE CONCLUSIONI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Commissione tecnico-scientifica incaricata di valutare le possibili relazioni tra attivit\u00e0 di esplorazione per idrocarburi ed aumento dell\u2019attivit\u00e0 sismica nell\u2019area colpita dal terremoto dell\u2019Emilia-Romagna del mese di maggio 2012 (ICHESE) \u00e8 stata istituita l\u201911 dicembre 2012 con decreto del Dott. Franco Gabrielli, Capo del Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri su richiesta del Presidente della Regione Emilia. La composizione della Commissione \u00e8 stata modificata con successivi decreti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Commissione ha avuto il seguente incarico: \u201cLa Commissione Internazionale dovr\u00e0 produrre un rapporto che, sulla base delle conoscenze tecnico-scientifiche al momento disponibili, risponda ai seguenti quesiti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 possibile che la crisi emiliana sia stata innescata dalle ricerche nel sito di Rivara, effettuate in tempi recenti, in particolare nel caso siano state effettuate delle indagini conoscitive invasive, quali perforazioni profonde, immissioni di fluidi, ecc.?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E\u2019 possibile che la crisi emiliana sia stata innescata da attivit\u00e0 di sfruttamento o di utilizzo di reservoir, in tempi recenti e nelle immediate vicinanze della sequenza sismica del 2012?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Commissione ha iniziato i suoi lavori il 2 maggio 2013 e si \u00e8 riunita per la prima volta in forma plenaria il 18 giugno 2013. La Commissione ha acquisito dati sulla attivit\u00e0 sismica e deformazioni del suolo, sulla geologia e sismica a riflessione e sulle operazioni di esplorazione, e sfruttamento di idrocarburi, stoccaggio di gas e attivit\u00e0 geotermica, tra l\u2019altro attraverso riunioni con rappresentanti dell\u2019INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia), dell\u2019OGS (Istituto Nazionale di Oceanografia e Geofisica Sperimentale), del Servizio Sismologico della Regione Emilia Romagna e delle Ditte che svolgono attivit\u00e0 di esplorazione e sfruttamento idrocarburi nell\u2019area. La Commissione ha incontrato altres\u00ec la societ\u00e0 Independent Gas Management Srl che ha studiato le caratteristiche geologiche dell\u2019area di Rivara per preparare un progetto di stoccaggio in acquifero.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il lavoro della Commissione \u00e8 iniziato con una revisione della letteratura scientifica e dei rapporti disponibili. Esiste infatti una vasta letteratura scientifica, sviluppata soprattutto negli ultimi venti anni, che mostra come in alcuni casi azioni tecnologiche intraprese dall\u2019uomo, comportanti iniezione o estrazione di fluidi dal sottosuolo, possano avere una influenza sui campi di sforzi tettonici principalmente attraverso variazioni nella pressione di poro nelle rocce e migrazione di fluidi. Pertanto sull\u2019attivit\u00e0 sismica che si verifica in prossimit\u00e0 spaziale con i siti e temporale con le operazioni sorge il sospetto che le operazioni antropiche possano aver avuto una influenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella letteratura scientifica viene spesso adottata una distinzione dei terremoti nelle seguenti categorie:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; terremoti tettonici, che sono prodotti dai sistemi di sforzo naturali, dove lo sforzo tettonico ha superato lo sforzo di attrito esistente e la regione era \u201cmatura\u201d da un punto di vista sismico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; terremoti antropogenici, nei quali l\u2019attivit\u00e0 umana ha avuto un qualche ruolo nel portare il sistema al punto di rottura: a) Terremoti indotti, nei quali uno sforzo esterno, prodotto dalle attivit\u00e0 antropiche, \u00e8 sufficientemente grande da produrre un evento sismico in una regione che non era necessariamente sottoposta a un campo di sforzi tale da poter generare un terremoto in un futuro ragionevolmente prossimo (in senso<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">geologico). Cadono in questa categoria i terremoti prodotti da procedimenti di stimolazione termica o idraulica di una roccia, quali la Fratturazione Idraulica (Fracking) e gli Enhanced Geothermal Fields. b) Terremoti innescati, per i quali una piccola perturbazione generata dall\u2019attivit\u00e0 umana \u00e8 sufficiente a spostare il sistema da uno stato quasi-critico ad uno stato instabile. L\u2019evento sismico sarebbe comunque avvenuto prima o poi, ma probabilmente in tempi successivi e non precisabili. In altre parole, il terremoto \u00e8 stato anticipato. In questo caso lo sforzo perturbante \u201caggiunto\u201d \u00e8 spesso molto piccolo in confronto allo sforzo tettonico pre-esistente. La condizione necessaria perch\u00e9 questo meccanismo si attivi \u00e8 la presenza di una faglia gi\u00e0 carica per uno sforzo tettonico, vicina ad un sito dove avvengono azioni antropiche che alterano lo stato di sforzo, dove vicina pu\u00f2 voler dire anche decine di kilometri di distanza a seconda della durata e della natura dell\u2019azione perturbante. In alcuni casi queste alterazioni possono provocare l\u2019attivazione della faglia gi\u00e0 carica. E\u2019 importante ricordare che, poich\u00e9 in questo caso le operazioni tecnologiche attivano solamente il processo di rilascio dello sforzo tettonico, la magnitudo dei terremoti innescati pu\u00f2 essere grande, dello stesso ordine di quella dei terremoti tettonici, e dipender\u00e0 dall\u2019entit\u00e0 della deformazione elastica accumulata sulla faglia a causa del carico tettonico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Numerosi rapporti scientificamente autorevoli descrivono casi ben studiati nei quali l\u2019estrazione e\/o l\u2019iniezione di fluidi in campi petroliferi o geotermici \u00e8 stata associata al verificarsi di terremoti, a volte anche di magnitudo maggiore di 5. E\u2019 difficile, a volte impossibile, utilizzare il termine provata per questi casi. I casi riportati sono solo una piccola percentuale di tutti i casi esistenti di estrazione ed iniezione di fluidi, e si riferiscono in gran parte all\u2019aumento di pressione di carico legato a serbatoi molto grandi e a iniezioni di grandi volumi di fluido (in genere acqua di processo) nella roccia circostante, non nello stesso serbatoio in cui avviene l\u2019estrazione, durante operazioni per recupero avanzato di idrocarburi o per tenere costante la pressione. Esistono comunque alcuni casi in cui l\u2019attivit\u00e0 sismica \u00e8 stata associata a re-iniezione di acqua di processo nello stesso serbatoio dal quale \u00e8 stato estratto olio o gas.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le principali conclusioni che si possono trarre dai casi riportati sono:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Estrazioni e\/o iniezioni legate allo sfruttamento di campi petroliferi possono produrre, in alcuni casi, una sismicit\u00e0 indotta o innescata;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; La maggior parte dei casi documentati in cui una attivit\u00e0 sismica \u00e8 stata associata a operazioni di sfruttamento di idrocarburi \u00e8 relativa a processi estrattivi da serbatoi molto grandi o a iniezione di acqua in situazioni in cui la pressione del fluido non \u00e8 bilanciata;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Il numero di casi documentati di sismicit\u00e0 di magnitudo medio-alta associabile a iniezione di acqua nello stesso serbatoio da cui ha avuto luogo l\u2019estrazione di idrocarburi \u00e8 una piccola percentuale del numero totale;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; La sismicit\u00e0 indotta e, ancor pi\u00f9, quella innescata da operazioni di estrazione ed iniezione sono fenomeni complessi e variabili da caso a caso, e la correlazione con i parametri di processo \u00e8 ben lontana dall\u2019essere compresa appieno;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; La magnitudo dei terremoti innescati dipende pi\u00f9 dalle dimensioni della faglia e dalla resistenza della roccia che dalle caratteristiche della iniezione;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Ricerche recenti sulla diffusione dello sforzo suggeriscono che la faglia attivata potrebbe trovarsi anche a qualche decina di kilometri di distanza e a qualche kilometro pi\u00f9 in profondit\u00e0 del punto di iniezione o estrazione, e che l\u2019attivazione possa avvenire anche diversi anni dopo l\u2019inizio dell\u2019attivit\u00e0 antropica;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; La maggiore profondit\u00e0 focale di alcuni terremoti rispetto all\u2019attivit\u00e0 di estrazione associata \u00e8 stata interpretata come una evidenza diretta del fatto che l\u2019estrazione o l\u2019iniezione di grandi volumi di fluidi pu\u00f2 indurre deformazioni e sismicit\u00e0 a scala crostale;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Esistono numerosi casi di sismicit\u00e0 indotta da operazioni di sfruttamento dell\u2019energia geotermica. La maggior parte di essi \u00e8 legata allo sviluppo di Enhanced Geothermal Systems, nei quali vengono provocate fratture in rocce ignee impermeabili per produrre delle zone permeabili. Esistono anche diversi casi di terremoti associati all\u2019utilizzazione tradizionale dell\u2019energia geotermica. I terremoti prodotti sono di magnitudo medio-bassa e a distanze non pi\u00f9 grandi di alcuni kilometri dai pozzi di estrazione o iniezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; L\u2019esame di tutta la letteratura esistente mostra che la discriminazione tra la sismicit\u00e0 indotta o innescata e quella naturale \u00e8 un problema difficile, e attualmente non sono disponibili soluzioni affidabili da poter essere utilizzate in pratica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Partendo da questo stato delle conoscenze, la Commissione ha cercato di stabilire l\u2019eventuale nesso esistente tra le operazioni di iniezioni\/estrazione e stoccaggio di fluidi e l\u2019attivit\u00e0 sismica nell\u2019area dell\u2019Emilia Romagna colpita dalla crisi sismica del maggio-giugno 2012.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019area colpita dalla sequenza sismica in questione ha forma di una ellisse lunga circa 30 km e larga circa 10 km, che si estende in direzione est-ovest sopra l\u2019anticlinale di Cavone-Mirandola. La Commissione ha definito, su basi sismo-tettoniche, una area di interesse di circa 4000 km\u00b2 che include la zona dell\u2019attivit\u00e0 sismica del 2012. Nell\u2019area sono presenti tre concessioni di sfruttamento per idrocarburi, Mirandola (con incluso il campo di Cavone), Spilamberto e Recovato, nonch\u00e9 il il campo geotermico di<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Casaglia (Ferrara) e il giacimento di stoccaggio di gas naturale di Minerbio sitiauto al margine sud-est dell\u2019area.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella zona \u00e8 inoltre inclusa l\u2019area del progetto Rivara per un sito di stoccaggio di gas naturale in acquifero, cui si riferisce il primo quesito posto alla Commissione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dopo aver analizzato la documentazione fornita dalla Compagnia Independent Gas management e preso visione della dichiarazione del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), il quale ha certificato che non era stata concessa alcuna autorizzazione per attivit\u00e0 minerarie e che non risulta sia stata effettuata alcuna attivit\u00e0 di esplorazione mineraria negli ultimi 30 anni,\u00a0la Commissione ritiene che la risposta al primo quesito sia NO.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per la risposta al secondo quesito, dopo aver considerato le informazioni disponibili sia sull\u2019attivit\u00e0 sismica che sulle operazioni relative allo sfruttamento e allo stoccaggio nelle concessioni nell\u2019area, la Commissione ha deciso, per le ragioni di seguito esposte, di concentrare la sua attenzione sui campi pi\u00f9 vicini all\u2019attivit\u00e0 sismica del 2012, e cio\u00e8:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La concessione di coltivazione di Mirandola e Il campo geotermico di Casaglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il giacimento di idrocarburi di Cavone, \u00e8 situato nella concessione di Mirandola, si trova circa 20 km a ovest della scossa principale del 20 maggio 2012, \u00e8 molto vicino agli epicentri degli eventi di magnitudo maggiore di 5 del 29 Maggio e del 3 Giugno. Gli epicentri di altre due scosse di magnitudo superiore a 5, verificatesi il 20 maggio, sono spostati verso il campo geotermico di Casaglia, che si trova 15-20 km a nord-est dell\u2019epicentro della scossa principale del 20 maggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sebbene l\u2019attivit\u00e0 estrattiva sia proceduta con continuit\u00e0 fino ai giorni del terremoto sia a Cavone che a Spilamberto e Recovato, il pozzo Cavone-14 era l\u2019unico attivo nel re-iniettare l\u2019acqua di processo prima e durante la sequenza sismica del 2012. Inoltre, mentre il serbatoio di Cavone \u00e8 situato nelle rocce carbonatiche Mesozoiche e potrebbe essere connesso idraulicamente con le faglie di sovrascorrimento sottostanti, gli altri serbatoi sono situati in formazioni Plio-Pleistoceniche al disopra di livelli di rocce altamente impermeabili. Ci\u00f2 rende altamente improbabile un contatto diretto con le faglie sismogeniche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Allo scopo di avere un quadro quanto pi\u00f9 omogeneo possibile sulle caratteristiche dell\u2019attivit\u00e0 sismica, sulle conoscenze geologiche e sulle operazioni di iniezione ed estrazione di fluidi, la Commissione ha ritenuto opportuno procedere ad una rielaborazione dei dati esistenti pi\u00f9 rilevanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In particolare a:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Rianalizzare i profili di sismica a riflessione e le informazioni fornite dai log dei pozzi di perforazione per verificare il modello tettonico dell\u2019area e costruire un modello 3D di velocit\u00e0 delle onde sismiche da usare per la ri-localizzazione dell\u2019attivit\u00e0 sismica. L\u2019utilizzazione di un modello 3D \u00e8 opportuna data la forte asimmetria in direzione nord-sud delle strutture geologiche superficiali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Ricalcolare i parametri classici (coordinate geografiche, profondit\u00e0, meccanismi focali) dell\u2019attivit\u00e0 sismica, con epicentro nella zona in esame, registrata dalla rete sismica INGV a partire dal 2005 quando il catalogo strumentale INGV ha raggiunto la configurazione attuale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Stimare il trasferimento di sforzo di Coulomb prodotto dalle scosse principali del 20 maggio allo scopo di verificare se esse possano aver contribuito a portare pi\u00f9<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">vicino al punto di rottura la faglia degli eventi dal 29 maggio al 3 giugno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Effettuare un\u2019analisi statistica dell\u2019attivit\u00e0 sismica nell\u2019area di interesse a partire dal 2005, inclusa la sequenza del maggio 2012, cercando possibili deviazioni dall\u2019andamento tipico della sismicit\u00e0 naturale e possibili correlazioni con le variazioni dell\u2019attivit\u00e0 di estrazione\/iniezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8211; Studiare il modello fisico di serbatoio disponibile, in particolare verificando se vi erano evidenze di forti variazioni di permeabilit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La produzione nel campo di Cavone \u00e8 iniziata nel 1980, attingendo da un serbatoio di 400-700 m di spessore il cui tetto si trova ad una profondit\u00e0 minima di 2.500 m, situato nei carbonati mesozoici in una struttura anticlinale. Il campo \u00e8 diviso in 5 blocchi segmentati da faglie, ma connessi tra di loro, che si estendono in direzione est-ovest, e da un compartimento separato, il serbatoio di San Giacomo, che \u00e8 stato inattivo dal dicembre 2010 all\u2019aprile 2011, ed \u00e8 stato riattivato in quest\u2019ultima data. Queste strutture, in totale, coprono un\u2019area di circa 15 km\u00b2. Le riserve recuperabili furono originariamente stimate in circa 3 Mm\u00b3 da un volume totale di 15 Mm\u00b3; nel 2012, dopo aver estratto 3,06 Mm\u00b3, \u00e8 presente una riserva residua di circa 0.16 Mm\u00b3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal 1993 l\u2019acqua estratta insieme agli idrocarburi viene re-iniettata attraverso il pozzo Cavone-14 a circa 3350 m di profondit\u00e0 nello stesso serbatoio dal quale avviene l\u2019estrazione; dal 2005 nello stesso pozzo viene anche re-iniettata l\u2019acqua estratta dal serbatoio di San Giacomo. La pressione di fluido nel serbatoio sembra essere sostenuta dalla falda acquifera confinante, con il contributo dell\u2019acqua re-iniettata. Il volume complessivo di acqua re-iniettato \u00e8 ad oggi pari a 2,6 Mm\u00b3 (di questi 0,07 Mm\u00b3, pari a circa il 2,5% del volume totale, vengono da San Giacomo). Il volume iniettato ha raggiunto un massimo di circa 200.000 m\u00b3 annui nel 2004, un minimo di circa 100.000 m\u00b3 nel 2010 per poi risalire a circa 130.000 m\u00b3 annui nel 2011. La pressione effettiva media mensile di re-iniezione a bocca pozzo \u00e8 aumentata da 18 MPa nel 2005 a 21 MPa nel 2008, per poi diminuire a 13.8 MPa nel periodo 2009-2010 e infine aumentare di nuovo a 19 MPa nel maggio 2012. Il volume di acqua re-iniettato ha permesso di non avere grandi variazioni del volume di fluido nel serbatoio. La differenza di volume durante tutto il periodo di sfruttamento del serbatoio \u00e8 di circa -21%.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La presenza di diverse formazioni altamente impermeabili nella sequenza stratigrafica probabilmente impedisce una diretta connessione idraulica tra il serbatoio di Cavone e la zona sismogenica. Ci\u00f2 non precluderebbe una connessione attraverso le faglie di sovrascorrimento che limitano le falde sovrascorse, ma l\u2019alta permeabilit\u00e0 rende difficile la persistenza di pressioni differenziali. Di fatto le variazioni di salinit\u00e0 riscontrate durante tutto il periodo della produzione, testimoniano l\u2019arrivo di flussi di acqua pi\u00f9 salata dall\u2019esterno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerando l\u2019attivit\u00e0 nei campi di Cavone e Casaglia, le caratteristiche geologico-strutturali e la storia sismica della zona, la Commissione ritiene che sia molto improbabile che la sequenza sismica dell\u2019Emilia possa essere stata indotta (cio\u00e8 provocata completamente dalle attivit\u00e0 antropiche).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di conseguenza la Commissione ha concentrato la sua attenzione sulla possibilit\u00e0 che le scosse principali del 20 e del 29 maggio e la sequenza sismica connessa fossero state innescate, cio\u00e8 che l\u2019attivit\u00e0 umana possa aver fornito un contributo allo sforzo tettonico che gi\u00e0 agiva sul sistema di faglie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Commissione ha considerato la possibilit\u00e0 che l\u2019innesco possa essere dovuto a variazioni di carico conseguenti alle operazioni di estrazione e\/o iniezione di fluidi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La variazione dello sforzo di Coulomb dovuta allo svuotamento del serbatoio ha valori negativi nella zona della scossa del 20 maggio e quindi avrebbe avuto l\u2019effetto di inibirla, mentre le scosse del 29 maggio sono ubicate in una zona dove la variazione di sforzo di Coulomb \u00e8 positiva ed \u00e8 minore dei valori spesso assunti in letteratura come necessari per attivare una faglia. Tuttavia ricerche recenti suggeriscono che terremoti possano essere innescati per valori molto diversi delle variazioni di sforzo, a seconda delle caratteristiche del sistema di faglie e della natura del processo di innesco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ricerche recenti indicano inoltre che fluttuazioni nelle iniezioni di fluidi potrebbero indurre variazioni di sforzo positive dovute a variazioni a largo raggio della pressione di poro. Tuttavia nel caso in esame non \u00e8 possibile valutare questo effetto con i dati disponibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019area colpita dalla sequenza sismica del maggio 2012 \u00e8 una regione ellittica lunga circa 30 km e larga circa 10 km che segue la cresta dell\u2019anticlinale sepolta di Cavone-Mirandola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le strutture geologiche identificate come responsabili dell\u2019attivit\u00e0 sismica sono le faglie di sovrascorrimento che delimitano il margine esterno dell\u2019Appennino settentrionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo la letteratura geologica corrente, il regime tettonico compressivo attivo nella regione \u00e8 stato associato alla convergenza Europa-Africa oppure all\u2019arretramento flessurale del margine sud-occidentale del blocco di Adria in sprofondamento passivo al di sotto degli Appennini. Il quadro cinematico deducibile dalle informazioni geofisiche, geologiche e geodetiche si accorda bene con le caratteristiche della sismicit\u00e0 attuale dell\u2019Italia settentrionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In base alla sismicit\u00e0 storica della zona si pu\u00f2 ritenere molto probabile che il campo di sforzi su alcuni segmenti del sistema di faglie nel 2012 fosse ormai prossimo alle condizioni necessarie per generare un terremoto di magnitudo locale (ML) intorno a 6.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La scossa del 20 maggio 2012 caratterizzata da una\u00a0magnitudo momento (Mw) stimata tra 5.63 e 6.11, \u00e8 avvenuta a una profondit\u00e0 di 5.3 (\u00b11.0) km e a una distanza di circa 20 km dalla concessione di Mirandola, mentre quella del 29 (Mw 5.44-5.96) \u00e8 avvenuta ad una profondit\u00e0 di 9.2 (\u00b10.9) km e in prossimit\u00e0 della concessione. Segnalazioni di terremoti innescati a distanze di questo ordine dal sito di estrazione e\/o re-iniezione non sono frequenti ma esistono alcuni casi riportati in letteratura. La conversione tempo-profondit\u00e0 dei profili sismici interpretati mostrano che la faglia si trova tra 4000 e 4500 metri di profondit\u00e0 e, in accordo con i dati strumentali, essa potrebbe essere la sorgente del terremoto del 20 maggio. I terremoti del 29 maggio sono invece su una diversa struttura, per i quali la interpretazione dei profili sismici mostra che questa struttura giace ad una profondit\u00e0 compresa tra 10.000 e 11.500 metri, in discreto accordo con le determinazioni strumentali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I meccanismi focali dei terremoti della sequenza sono prevalentemente di faglia inversa, e concordano con lo stile tettonico di sovrascorrimento dovuto al movimento in direzione ONO-ESE del margine esterno dell\u2019Appennino settentrionale, al di sotto della pianura padana. L\u2019attivazione di diversi segmenti di questo sistema ha prodotto la sequenza sismica del 2012. Questo sistema di faglie era stato identificato come struttura attiva prima del terremoto del maggio 2012, ed \u00e8 riportato, seppure in modo non dettagliato, nel Database italiano delle Sorgenti Sismogeniche Individuali (INGV).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019attivit\u00e0 sismica di intensit\u00e0 medio-bassa (per lo pi\u00f9 tra 1.5 e 3 ML, ma che ha raggiunto i 4 ML poche ore prima della scossa principale del 20 maggio) si \u00e8 verificata nel periodo studiato prima del maggio 2012. Alcuni di questi eventi sono ubicati vicino all\u2019epicentro della scossa principale del 20 maggio, a circa 20 km di distanza dal pozzo di re-iniezione. L\u2019analisi di alcune caratteristiche dell\u2019attivit\u00e0 sismica (andamento non poissoniano della distribuzione degli eventi nel tempo, variazione della distribuzione della magnitudo) hanno evidenziato un comportamento diverso rispetto a quello generalmente presentato dalla sismicit\u00e0 di fondo. Il risultato dell\u2019analisi di clustering spazio-temporale \u00e8 che\u00a0almeno a partire dalla met\u00e0 del 2008, una parte dell\u2019attivit\u00e0 sismica \u00e8 connessa alla sequenza sismica del maggio 2012.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019analisi dettagliata dei dati di produzione ed iniezione relativi alla concessione di Mirandola per il periodo temporale 2005-2012 mostra un andamento fluttuante. In particolare per due volte i volumi di fluido estratto e iniettato e la pressione a bocca pozzo sono variati simultaneamente passando da un andamento crescente nel tempo a un andamento decrescente. Ci\u00f2 si \u00e8 verificato tra il 09\/2008 e l\u201911\/2008 e nel novembre 2010. Queste variazioni non sono correlate a variazioni nell\u2019attivit\u00e0 sismica.\u00a0Nell\u2019aprile-maggio 2011 c\u2019\u00e8 stata una repentina variazione di tendenza, da decrescente a crescente, di tutti i parametri di produzione, che risulta correlata statisticamente con un aumento della sismicit\u00e0, sia in numero di eventi che in energia.\u00a0L\u2019ordine di grandezza delle variazioni dei parametri di produzione nel periodo da Aprile\/Maggio 2011 a Maggio 2012 \u00e8 di qualche MPa per la pressione effettiva a bocca pozzo, di centinaia di m 3\/mese per i volumi di olio e di acqua re-iniettata. Per confronto si ricorda che le variazioni dei volumi di acqua di processo re-iniettata dei serbatoi sono circa dieci volte pi\u00f9 grandi nei casi riportati in letteratura, quali quelli di Huangjiachang e Rongchang in Cina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Queste valutazioni indicano che l\u2019attivit\u00e0 sismica immediatamente precedente il 20 maggio e l\u2019evento principale del 20 maggio sono statisticamente correlati con l\u2019aumento dell\u2019attivit\u00e0 di estrazione e re-iniezione di Cavone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il problema successivo \u00e8 stato di capire se per le scosse successive al 20 maggio, in particolare gli eventi del 29, sia possibile ipotizzare un contributo non tettonico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019analisi con il metodo ETAS di 31 giorni di attivit\u00e0 sismica successiva alla scossa principale del 20 maggio indica che si tratta di una tipica sequenza mainshock-aftershocks e non vi sono indicazioni di un contributo non tettonico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Generalmente un terremoto produce nelle rocce circostanti una variazione di sforzo di due tipi: statico e dinamico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La variazione di sforzo statico associato a terremoti di elevata magnitudo pu\u00f2 attivare faglie adiacenti generando quindi nuovi terremoti. La stima del trasferimento di sforzo statico per la sequenza emiliana del 2012, considerando le incertezze in gioco sui parametri che descrivono le faglie sorgenti e riceventi, indica che la scossa del 20 maggio ha prodotto un trasferimento di sforzo positivo sulla faglia che ha generato i terremoti del 29 maggio (con un livello di significativit\u00e0 dell\u201980%). La variazione di sforzo dinamico \u00e8 legata ad effetti transienti provocati dal passaggio delle onde sismiche che possono attivare una faglia gi\u00e0 matura. Per la sequenza emiliana, la stima della variazione di sforzo dinamico dovuto al passaggio delle onde sismiche e prodotto da eventi consecutivi nella sequenza \u00e8 disponibile nella letteratura. E\u2019 stato calcolato che lo sforzo dinamico \u00e8 maggiore di quello statico ed \u00e8 sufficiente a innescare l\u2019attivit\u00e0 sismica del 29 maggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per quanto riguarda il\u00a0sistema geotermico di Ferrara, il fluido geotermico viene prodotto dai pozzi \u201cCasaglia 2\u201d (open-hole dagli 890 ai 1950 metri) e \u201cCasaglia 3\u201d (open-hole dagli 890 ai 1950 metri). Dopo l\u2019estrazione, il fluido geotermico circola in uno scambiatore di calore, viene filtrato e re-iniettato nel pozzo \u201cCasaglia 1\u201d (open hole da 1119 metri a 1950 metri) ad una distanza di 1 km dai pozzi produttori. Il serbatoio da cui il fluido viene estratto \u00e8 un acquifero confinato in calcari Mesozoici fratturati facenti parte di un alto strutturale molto esteso. Dall&#8217;inizio della produzione nel 1990 ad oggi, la temperatura del fluido prodotto e le pressioni di produzione\/re-iniezione non hanno presentato variazioni significative; \u00e9 possibile quindi assumere che i confini del serbatoio siano a distanze molto maggiori dai pozzi rispetto alla distanza tra i pozzi stessi. Lo schema di funzionamento dei pozzi mostra che la re-iniezione e la produzione avvengono nelle stesse rocce, che possono essere identificate con il serbatoio geotermico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Considerando che:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(a) l\u2019acqua viene estratta ad una temperatura di circa 100\u00b0C e re-iniettata completamente a circa 70\u00b0C;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(b) effetti geo-meccanici dovuti alle variazioni termiche sono stati osservati in altri casi quando la differenza tra le temperature di iniezione ed estrazione \u00e8 di almeno 80\u00b0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">(c) dal 1995 al 2012 sono stati estratti ed iniettati in totale 36 Mm3 di acqua a pressione costante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La possibilit\u00e0 che l\u2019attivit\u00e0 sismica sia stata in qualche modo provocata dall\u2019impianto geotermico risulta estremamente improbabile almeno per 3 motivi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1) la differenza di temperatura tra iniezione ed estrazione \u00e8 di 30\u00b0 e la subsidenza osservata non sembra essere influenzata dal campo geotermico essendo confrontabile con quella regionale della Pianura Padana, (minore di 2,5 mm\/anno).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2) l\u2019impianto funziona con un bilanciamento di volume in campo lontano, cio\u00e8 il volume \u00e8 bilanciato complessivamente, ma pu\u00f2 non esserlo solo in vicinanza del punto di iniezione;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">3) l\u2019attivit\u00e0 sismica registrata in casi di questo tipo \u00e8 generalmente localizzata in prossimit\u00e0 della sezione del pozzo di iniezione. Questo non sembra essere il caso di Ferrara dove la sismicit\u00e0 \u00e8 stata minima.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, \u00e8 molto improbabile che le operazioni effettuate nel campo geotermico di Casaglia possano avere influenzato l\u2019attivit\u00e0 sismica del 2012.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I valori bassi e negativi della variazione di sforzo generato dal graduale svuotamento del giacimento di Cavone porterebbero argomenti a favore di una origine tettonica dell\u2019intera sequenza sismica. Il piccolo, ma positivo, valore dello sforzo co-sismico trasferito dal terremoto del 20 maggio sulla faglia che ha generato gli eventi del 29 maggio pu\u00f2 spiegare la seconda fase di sismicit\u00e0. Comunque, esiste una correlazione statistica tra l\u2019aumento della sismicit\u00e0 prima del 20 maggio 2012 e l\u2019aumento dei parametri di produzione da aprile\/maggio 2011. Quindi non pu\u00f2 essere escluso che le azioni combinate di estrazione ed iniezione di fluidi in una regione tettonicamente attiva possano aver contribuito, aggiungendo un piccolissimo carico, alla attivazione di un sistema di faglie che aveva gi\u00e0 accumulato un sensibile carico tettonico e che stava per raggiungere le condizioni necessarie a produrre un terremoto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La Commissione ritiene altamente improbabile che le attivit\u00e0 di sfruttamento di idrocarburi a Mirandola e di fluidi geotermici a Casaglia possano aver prodotto una variazione di sforzo sufficiente a generare un evento sismico \u201cindotto\u201d. L\u2019attuale stato delle conoscenze e l\u2019interpretazione di tutte le informazioni raccolte ed elaborate non permettono di escludere, ma neanche di provare, la possibilit\u00e0 che le azioni inerenti lo sfruttamento di idrocarburi nella concessione di Mirandola possano aver contribuito a \u201cinnescare\u201d l\u2019attivit\u00e0 sismica del 2012 in Emilia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Pertanto sarebbe necessario avere almeno un quadro pi\u00f9 completo possibile della dinamica dei fluidi nel serbatoio e nelle rocce circostanti al fine di costruire un modello fisico di supporto all\u2019analisi statistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">La predizione dei terremoti \u00e8 come la ricerca del Santo Graal alla quale si sono dedicate generazioni di studiosi, e mentre si sono fatti significativi progressi nel campo della previsione probabilistica, al momento non \u00e8 possibile predire in modo deterministico e affidabile quando e dove ci sar\u00e0 un terremoto e quale sar\u00e0 la sua intensit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un terremoto innescato \u00e8 un particolare tipo di terremoto tettonico, nel quale piccoli effetti prodotti da attivit\u00e0 umane hanno anticipato il momento in cui il terremoto sarebbe avvenuto e pertanto \u00e8 ancora pi\u00f9 difficile da trattare. Pi\u00f9 semplice \u00e8 il caso della sismicit\u00e0 indotta, in quanto le azioni umane hanno una influenza significativa; pertanto possono essere studiate variazioni nelle metodologie operative utilizzabili per abbassare significativamente la probabilit\u00e0 di questi eventi. Sistemi di monitoraggio con livelli crescenti di allarme (i cosiddetti sistemi a semaforo) sono in effetti stati sviluppati e applicati solo per casi di sismicit\u00e0 indotta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Lo studio effettuato non ha trovato evidenze che possano associare la sequenze sismica del maggio 2012 in Emilia alle attivit\u00e0 operative svolte nei campi di Spilamberto, Recovato, Minerbio e Casaglia, mentre\u00a0non pu\u00f2 essere escluso che le attivit\u00e0 effettuate nella Concessione di Mirandola abbiano avuto potuto contribuire a innescare la sequenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Va comunque considerato che tutto l\u2019orogene appenninico sottostante la pianura padana \u00e8 sismicamente attivo ed \u00e8 quindi essenziale che alle attivit\u00e0 produttive vengano associate azioni appropriate che contribuiscano a gestire il rischio sismico inerente queste attivit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A tal fine\u00a0la Commissione ha formulato le seguenti raccomandazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La sismicit\u00e0 indotta e innescata dalle attivit\u00e0 umane \u00e8 un campo di studio in rapido sviluppo, ma lo stato attuale delle conoscenze, e in particolare la mancanza di esperienza in Italia, non premette la elaborazione di protocolli di azione che possano essere di uso immediato per la gestione del rischio sismico. Ha quindi carattere prioritario lo sviluppo delle conoscenze attraverso l\u2019acquisizione di dati dettagliati, alcuni dei quali devono essere forniti dagli operatori, e attraverso una ricerca che possa migliorare la conoscenza delle relazioni tra operazioni tecnologiche e sismicit\u00e0 innescata. Potrebbero essere studiati casi di sismicit\u00e0 nelle immediate vicinanze di campi di sfruttamento di idrocarburi, quali ad esempio quello di Caviago (1951) e di Correggio (1987-2000) e probabilmente anche altri, eventualmente utilizzando le metodologie applicate in questo rapporto dalla Commissione. Sarebbe necessario analizzare in dettaglio sia la sismicit\u00e0 che i parametri di produzione, ed \u00e8 essenziale avere informazioni su pi\u00f9 di un caso per poter sviluppare strumenti utili alla gestione del rischio, quale ad esempio i \u201csistemi a semaforo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nuove attivit\u00e0 di esplorazione per idrocarburi o fluidi geotermici devono essere precedute da uno studi teorici preliminari e di acquisizione di dati su terreno basati su dettagliati rilievi 3D geofisici e geologici. Ci\u00f2 deve essere volto alla determinazione dei principali sistemi di faglie con indizi di attivit\u00e0 e delle loro caratteristiche sismogeniche (lunghezza della faglia, variazione dell\u2019attivit\u00e0 sismica nel tempo, ecc.). I periodi di ritorno dei terremoti principali (maggiori di 5ML) devono essere considerati attentamente per avere indicazioni sul grado di \u201cmaturit\u00e0\u201d dei principali sistemi di faglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le attivit\u00e0 di sfruttamento di idrocarburi e dell\u2019energia geotermica, sia in atto che di nuova programmazione, devono essere accompagnate da reti di monitoraggio ad alta tecnologia finalizzate a seguire l\u2019evoluzione nel tempo dei tre aspetti fondamentali: l\u2019attivit\u00e0 microsismica, le deformazioni del suolo e la pressione di poro. Queste reti dovrebbero essere messe in funzione al pi\u00f9 presto, gi\u00e0 quando si attende la concessione, in modo da raccogliere informazioni sulla sismicit\u00e0 ambientale precedente all\u2019attivit\u00e0 per il pi\u00f9 lungo tempo possibile. Il monitoraggio micro-sismico pu\u00f2 fornire indicazioni sulla attivit\u00e0 delle faglie e sui meccanismi di sorgente che possono essere utili alla caratterizzazione delle zone sismogeniche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il monitoraggio sismico dovrebbe essere effettuato con una rete locale dedicata capace di rilevare e caratterizzare tutti i terremoti di magnitudo almeno 0,5 ML.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le deformazioni del suolo devono essere rilevate principalmente con metodi satellitari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dovrebbero essere utilizzate tecnologie interferometriche (INSAR) e GPS che permettono di identificare processi di subsidenza con una risoluzione di alcuni millimetri all\u2019anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La pressione dei fluidi nei serbatoi e nei pori delle rocce deve essere misurata al fondo dei pozzi e nelle rocce circostanti con frequenza giornaliera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Infine, utilizzando l\u2019esperienza di altri casi simili nel mondo e le caratteristiche geologiche e sismotettoniche dell\u2019area in studio, deve essere generato un sistema operativo \u201ca semaforo\u201d, e devono essere stabilite le soglie tra i diversi livelli di allarme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 consigliabile che tutti i dati sismici vengano continuamente analizzati con metodologie statistiche per evidenziare variazioni dagli andamenti tipici della sismicit\u00e0 di fondo, quali variazioni dell\u2019intervallo di tempo tra eventi, variazioni nel valore di b della distribuzione della magnitudo, clustering spaziali o\/e temporali, comportamenti non-poissoniani. L\u2019utilizzo di metodologie ETAS e di eventuali altre nuove metodologie va incoraggiato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 necessario che i dati rilevanti per il conseguimento di quanto sin qui indicato e in possesso delle compagnie siano da esse messi a disposizione degli enti responsabili per il controllo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, 16.04.2014 &#8211; Mentre in consiglio regionale l\u2019assessore Gazzolo lo stava illustrando, anche alla presenza dei \u201cNo Triv\u201d arrivati da Ferrara, il sito della Regione Emilia Romagna ha pubblicato il rapporto redatto dalla Commissione Ichese (International Commission on Hydrocarbon Exploration<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":417,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-1924","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1924","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1924"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1924\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1925,"href":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1924\/revisions\/1925"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/417"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1924"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1924"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1924"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}