{"id":297,"date":"2011-01-12T20:54:12","date_gmt":"2011-01-12T20:54:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carlocassaniti.it\/?p=297"},"modified":"2011-01-12T20:55:34","modified_gmt":"2011-01-12T20:55:34","slug":"terremoto-di-haiti-deforestazione-e-uragani-le-possibili-cause","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/?p=297","title":{"rendered":"Terremoto di Haiti: deforestazione e uragani le possibili cause"},"content":{"rendered":"<p>Ad affermarlo \u00e8 il geologo statunitense Shimon Wdowinski che ha studiato la crosta terrestre nella zona di Port au Prince<!--more--><\/p>\n<p>05.01.2011 &#8211; La deforestazione e l&#8217;erosione dei suoli, provocata dagli uragani,  potrebbero aver contribuito a innescare il devastante terremoto che il  12 gennaio 2010 ha colpito Haiti. \u00c8 quanto afferma lo studio effettuato  dal team di geologi dell&#8217;universit\u00e0 di Miami, guidati da Shimon Wdowinski, effettuato sulla crosta terrestre nella zona di Port au Prince dopo il sisma del 12 gennaio 2010.<\/p>\n<p>I risultati della ricerca sono stati presentati la scorsa settimana a San Francisco al meeting dell&#8217;American geophysical union. Wdowinski  e colleghi sono convinti che la ridistribuzione dei sedimenti dalle  montagne alla pianura del delta del fiume Leogane, causata da due violente tempeste tropicali e da due grandi uragani che hanno colpito violentemente Haiti nel 2008, potrebbe essere stata sufficiente a innescare la scossa catastrofica. Il disboscamento quasi totale delle colline avrebbe aggravato l&#8217;erosione dalle tempeste.<\/p>\n<p>Wdowinsky ha calcolato che la quantit\u00e0  di massa erosa dalle montagne sopra l&#8217;epicentro del terremoto del 2010 \u00e8  stata sufficiente a causare tensioni della crosta terrestre in grado di provocare uno slittamento verticale orientato lungo una faglia fino ad allora sconosciuta. Questo tipo di  movimento \u00e8 piuttosto insolito nella regione, dato che la maggior parte  delle scosse ad Haiti tendono ad essere del tipo &#8220;strike-slip&#8221;, con le  placche tettoniche che scorrono orizzontalmente l&#8217;una sull&#8217;altra.<\/p>\n<p>Il fatto che il terremoto del 2010 ad Haiti si sia verificato lungo una faglia in movimento verticale consente di sostenere l&#8217;idea che lo slittamento \u00e8 stato attivato da una  massa scesa dalle montagne sopra l&#8217;epicentro a causa dell&#8217;erosione, che  si \u00e8 combinata al peso extra dei sedimenti depositati sul delta del  fiume Leogane nel settore settentrionale della faglia.<\/p>\n<p>Wdowinski cita due esempi di fenomeni simili:  quello di Taiwan, dove i terremoti hanno fatto seguito a forti  tempeste, che hanno scaricato grandi quantit\u00e0 di pioggia nelle zone di  montagna, e i terremoti sottomarini di magnitudo 4, 5 e 6 collegati al  fenomeno climatico de El Ni\u00f1o e al conseguente spostamento di masse  d&#8217;acqua.<\/p>\n<p>A sostegno della loro teoria, i  ricercatori dell\u2019Universit\u00e0 di Miami portano alcuni dati. L&#8217;area  montuosa a sud-ovest di Haiti negli ultimi decenni \u00e8 stata deforestata per il 98% della sua superficie e dal 1975 il tasso di erosione di queste montagne \u00e8 stato 6 mm\/anno,  rispetto al normale tasso di erosione inferiore a 1 mm\/anno nelle  foreste montane tropicali. Un disastro ambientale che nel 2008 provoc\u00f2  la morte di 1.000 persone e la distruzione di 22.702 abitazioni, con il  danneggiamento di altre 84.625.<\/p>\n<p>Alluvioni e frane colpirono 800.000 persone, l&#8217;8% della popolazione di Haiti, e l&#8217;alluvione spazz\u00f2 via il 70% dei raccolti. I danni furono stimati in oltre 1 miliardo di dollari,  fino ad allora il pi\u00f9 costoso disastro naturale della storia di Haiti:  oltre il 5% del Pil del Paese, pari a 17 miliardi di dollari. Gli  uragani del 2008 potrebbe quindi aver preparato il pi\u00f9 grande disastro  mai avvenuto ad Haiti: il terremoto del 2010.<\/p>\n<p>di O.O.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 9.02778px;\">Fonte: www.geologi.info<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ad affermarlo \u00e8 il geologo statunitense Shimon Wdowinski che ha studiato la crosta terrestre nella zona di Port au Prince<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":154,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[],"class_list":["post-297","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blog"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/297","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=297"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/297\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":299,"href":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/297\/revisions\/299"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/154"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=297"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=297"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=297"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}