{"id":375,"date":"2011-02-12T14:53:39","date_gmt":"2011-02-12T14:53:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carlocassaniti.it\/?p=375"},"modified":"2011-02-12T14:54:32","modified_gmt":"2011-02-12T14:54:32","slug":"australia-barriera-corallina-i-conti-dopo-il-disastro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/?p=375","title":{"rendered":"Australia-Barriera corallina, i conti dopo il disastro"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Studi sul reef dopo cicloni e inondazioni. Si salver\u00e0, per ora. Ma gli eventi estremi diventano sempre pi\u00f9 frequenti. E un nuovo Yasi avrebbe esiti drammatici. Invito dal Queensland: &#8220;Venite in vacanza, non \u00e8 lo sfascio&#8221;<!--more--><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La barriera corallina australiana ha sicuramente sofferto &#8211; molto &#8211; per i recenti eventi meteorologici estremi, ma riuscir\u00e0 a recuperare. Di questo sono convinti gli studiosi che stanno monitorando una delle meraviglie mondiali, per constatare le conseguenze lasciate dal ciclone Yasi, che l&#8217;ha colpita direttamente, ma anche dagli allagamenti che hanno colpito il limitrofo Queensland prima dell&#8217;ultima tempesta, causando il trasferimento di ingentissime masse d&#8217;acqua dolce nello specchio d&#8217;acqua marino limitrofo &#8211; quello dove la barriera corallina vive &#8211; modificandone in modo non irrilevante temperatura e quote saline. Di sicuro, l&#8217;osservazione recente dello stato di salute del pi\u00f9 grande essere vivente del pianeta ha portato a inattese scoperte sul fronte della climatologia. La barriera, infatti, \u00e8 un&#8217;immensa cartina al tornasole, che registra in modo indelebile gli scenari climatici passati e pu\u00f2 aiutare a prevedere quelli futuri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Verso climi estremi<\/strong>. Gli anelli di crescita dei coralli, infatti, possono essere utilizzati come quelli delle piante o le sedimentazioni della roccia, e la ricostruzione storica fatta nelle scorse settimane ha potuto tracciare l&#8217;andamento climatico nell&#8217;area &#8211; e in prospettiva potrebbe farlo su un&#8217;estensione di 3000 chilometri, tanta \u00e8 la lunghezza del reef &#8211; dal 1639 agli ultimi anni (gli scienziati si sono fermati al 1981). &#8220;I campioni di corallo raccolti &#8211; ha spiegato la climatologa Janice Lough, dell&#8217;Australian institute of Marine Scienze, Queensland &#8211; &#8220;suggeriscono che l&#8217;annata pi\u00f9 piovosa degli ultimi 400 anni sia stata l&#8217;estate (inverno europeo n. d. r.) 1973-74. Almeno fino a quest&#8217;ultimo anno, che stiamo ora confrontando con quello di 27 anni or sono&#8221;.<br \/>\nCoralli come le Porites Annae possono vivere centinaia di anni e sviluppare colonie alte 8 metri. L&#8217;immenso essere simbiotico secerne strati di carbonato di calcio, che possono essere appunto conteggiati come gli anelli di crescita degli alberi. Anelli degradati o contenenti una particolare sostanza, l&#8217;acido umico, sono il sintomo di una stagione particolarmente umida. Ma Dall&#8217;osservazione di questi dettagli, gli scienziati sono cos\u00ec riusciti a ricostruire uno scenario di grandi mutamenti climatici tuttora in corso, che lascia intravedere un futuro di eventi sempre pi\u00f9 estremi. Infatti, da un periodo relativamente secco, tra la met\u00e0 del Settecento e la met\u00e0 del secolo seguente, l&#8217;area ha visto via via aumentare le precipitazioni. Ma soprattutto, negli ultimi tempi, sono aumentati sia i periodi di grande siccit\u00e0 che quelli di pioggia torrenziale. La sequenza dei picchi estremi \u00e8 prima calata, per poi risalire brutalmente. Nel Settecento si poteva contare, in media, un anno molto piovoso ogni 12, e se ne registrava uno eccezionalmente secco ogni 9; tra il Settecento e l&#8217;Ottocento gli anni siccitosi erano calati ad uno ogni 14, e quelli straordinariamente umidi erano appena uno ogni 25; ma nell&#8217;ultimo secolo si \u00e8 avuto l&#8217;incremento, drammatico, delle stagioni cosiddette fuori norma: un anno secco ogni 7,5 e uno ultrapiovoso addirittura ogni 3.<br \/>\nLo studio, che sta per essere pubblicato sulla rivista Paleoceanography, pur senza trarre conclusioni, rileva con evidenza la tendenza alla crescente piovosit\u00e0 dell&#8217;area, e conclude che le aree tropicali sono soggette ad umidit\u00e0 crescente in un pianeta che si riscalda, come sta facendo la terra, quali che ne siano le cause.<br \/>\n<strong>La barriera ha resistito. Stavolta<\/strong>. Il ciclone Yasi s&#8217;\u00e8 abbattuto sulla barriera corallina con una violenza quantificabile fino ai 280 km orari della massima velocit\u00e0 raggiunta dal vento. Eppure gli oceanografi considerano pi\u00f9 grave lo straordinario flusso di acqua dolce che ha investito la barriera, dalla terraferma, in seguito alle piogge e alle inondazioni che per settimane hanno colpito il Queensland: si pensi che il mare interno formato dagli allagamenti \u00e8 stato, al picco, grande quanto Francia e Germania insieme. L&#8217;acqua dolce, come detto, fa crollare il tasso salino, soprattutto in un fondale basso e con pochi sfoghi in mare aperto come quello dove vive il reef. Inoltre, l&#8217;alta concentrazione di nutrienti provenienti dalla terraferma garantisce extra cibo a organismi concorrenti di quelli che popolano la barriera, come alghe. I sedimenti, poi, formano una barriera sulla superficie marina, sottraendo luce ed energia a tutto quello che sta sotto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per fortuna, gli scienziati sono ottimisti. La studiosa Alison Jones, che ha esaminato alcuni tratti di barriera nelle Isole Keppel, ha trovato solo danni isolati nelle acque meno profonde, sotto i 2 metri. &#8220;I coralli hanno vissuto a corto di luce per settimane, e questo non \u00e8 bene. Una nuova inondazione potrebbe avere esiti molto seri, ma in profondit\u00e0 sembrano aver reagito molto bene, e questo \u00e8 un sollievo&#8221;.<br \/>\nAltri studiosi, per\u00f2, si sono mostrati preoccupati soprattutto dall&#8217;effetto cumulativo dei diversi eventi estremi che si sono susseguiti a frequenza crescente. Cinque cicloni di classe 4 e 5, le pi\u00f9 elevate, si sono abbattuti sulla barriera negli ultimi 6 anni, mentre se n&#8217;erano visti appena 2 nei 40 anni precedenti. &#8220;E non siamo in grado di comprendere quanto la barriera viene colpita cos\u00ec frequentemente&#8221;, ha spiegato Katharina Fabricius, dell&#8217;Australian Institute of Marine Science<br \/>\n<strong>&#8220;Turisti, venite&#8221;<\/strong>. Intanto l&#8217;Australia invita i propri concittadini a passare le vacanze nel Queensland, sotto forma di dovere civico verso il Paese. &#8220;Dimenticare Bali e la Nuova Zelanda. Ogni australiano ha la responsabilit\u00e0 di aiutare i suoi connazionali del Queensland&#8221; &#8211; ha dichiarato il ceo del Tourism and Transport Forum, John Lee.<br \/>\nGli eventi degli ultimi mesi hanno portato a cancellazioni di massa, spesso a sproposito. Il danno \u00e8 confinato a un piccolo numero di citt\u00e0, e i forfait investono localit\u00e0 ed aree, come Cairns, Port Douglas e la Daintree Forest, che non sono state toccate dal disastro. Le disdette investono un arco di tempo di un mese, e sono relative a prenotazioni eseguite magari a settembre. Il danno economico, cos\u00ec, diventa ingente. Un&#8217;altra volta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di Arturo Cocchi.<br \/>\nFonte. www.repubblica.it<\/p>\n<p><!-- paginazione --><\/p>\n<div>\n<p><a href=\"http:\/\/viaggi.repubblica.it\/articolo\/barriera-corallina-i-conti-dopo-il-disastro\/223063\"><strong> <\/strong><\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Studi sul reef dopo cicloni e inondazioni. Si salver\u00e0, per ora. Ma gli eventi estremi diventano sempre pi\u00f9 frequenti. E un nuovo Yasi avrebbe esiti drammatici. 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