{"id":495,"date":"2011-04-06T12:15:49","date_gmt":"2011-04-06T12:15:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carlocassaniti.it\/?p=495"},"modified":"2011-04-06T22:32:56","modified_gmt":"2011-04-06T22:32:56","slug":"il-governo-cancella-le-facolta-di-geologia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/?p=495","title":{"rendered":"Il governo cancella le facolt\u00e0 di Geologia"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Catania, 2011<\/p>\n<p>L\u2019Italia\u00a0cade letteralmente a pezzi. Cinquecentomila sono le frane  censite. Il 70 per cento del territorio nazionale \u00e8 a rischio  idrogeologico, per un totale di 5mila 581 Comuni. Da Nord a Sud in quasi  tutte le regioni \u00e8 elevatissimo il rischio sismico. Sono numeri che  rispuntano fuori, dopo ogni calamit\u00e0. Ribadirli dovrebbe suonare quasi  banale. Eppure il governo Berlusconi, in barba a qualsiasi politica di  prevenzione, ha deciso di chiudere i tre quarti dei dipartimenti  universitari di geologia in Italia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><!--more--> \u00c8 la conseguenza della riforma  universitaria del ministro Gelmini. Dopo la riduzione degli stanziamenti  e un piano straordinario per il rischio idrogeologico mai veramente  partito, ora la scure viene calata sulla ricerca. \u00abIn questo modo \u2013 \u00e8  l\u2019allarme che lancia Gian Vito Graziano, presidente dell\u2019Ordine  nazionale dei geologi italiani &#8211; si rischia di raggiungere un punto di  non ritorno. Si smette di salvaguardare il Paese dai grandi rischi e si  preferisce rincorrere le emergenze\u00bb.<br \/>\nLa scomparsa dei Dipartimenti universitari di Scienze della terra  \u00e8 molto pi\u00f9 di una semplice possibilit\u00e0. I tagli saranno esecutivi gi\u00e0 a  ottobre, con la partenza del nuovo anno accademico. La riforma Gelmini,  approvata lo scorso dicembre, impone infatti che un dipartimento  universitario possa esistere solo se raggiunge un tetto minimo di  docenti. Nel caso il numero degli insegnanti \u00e8 inferiore a 40, l\u2019ateneo \u00e8  costretto a decretarne la chiusura e a imporre l\u2019accorpamento ad altre  facolt\u00e0. Dal momento che in Italia i dipartimenti di Scienze della Terra  hanno in media non pi\u00f9 di 12-15 docenti, il tetto minimo non sar\u00e0  sicuramente raggiunto nei tre quarti degli atenei italiani. Ci\u00f2 implica  dunque l\u2019obbligo dell\u2019accorpamento. Che significherebbe perdere  l\u2019autonomia finanziaria, dividersi le briciole dei stanziamenti  ministeriali con facolt\u00e0 e dipartimenti molto pi\u00f9 grandi e quindi dover  ridurre drasticamente anche il numero dei corsi di laurea in Scienze  della Terra.<br \/>\nSi rischia dunque di azzerare la ricerca, nonostante la geologia  italiana  rappresenti a livello internazionale un vero e proprio settore  di eccellenza. Secondo l\u2019agenzia internazionale di ranking scientifico  Scimago, le Scienze della terra italiane, per pubblicazioni e qualit\u00e0  della ricerca, si posizionano al nono posto (in una classifica che  comprende oltre 200 paesi) dietro al Giappone e alla Germania e davanti a  paesi come l\u2019Australia, la Svezia, l\u2019Olanda e la Spagna.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo l\u2019Ispra,  l\u2019Istituto di ricerca che fa capo al ministero dell\u2019Ambiente, i danni  prodotti dalle calamit\u00e0 naturali sono quasi sempre almeno dieci volte  superiori alla spesa che si sarebbe sostenuta se ci fosse stata una  politica di prevenzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Sicilia ad esempio, per la frana  Giampilieri si sono spesi almeno 550 milioni di euro per appena sei ore  di pioggia. Ammontano invece a 30 mila miliardi i danni provocati da  calamit\u00e0 naturali negli ultimi 20 anni. E il minimo della sicurezza si  raggiunge nelle scuole e negli ospedali: secondo la Protezione civile \u00e8 a  rischio il 46 per cento degli edifici scolastici e il 41 per cento dei  nosocomi. Il 60 per cento delle abitazioni, invece, sono state costruite  prima dell\u2019entrata in vigore della normativa antisismica del 1974.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Catania, 2011 L\u2019Italia\u00a0cade letteralmente a pezzi. Cinquecentomila sono le frane censite. Il 70 per cento del territorio nazionale \u00e8 a rischio idrogeologico, per un totale di 5mila 581 Comuni. 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