{"id":768,"date":"2011-08-31T19:46:32","date_gmt":"2011-08-31T19:46:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carlocassaniti.it\/?p=768"},"modified":"2011-08-31T19:46:32","modified_gmt":"2011-08-31T19:46:32","slug":"il-petrolio-non-finira-almeno-per-130-anni-esperti-riuniti-a-trieste-riserve-ancora-vaste-picco-lontano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/?p=768","title":{"rendered":"Il petrolio non finir\u00e0, almeno per 130 anni: Esperti riuniti a Trieste, &#8220;riserve ancora vaste, picco lontano&#8221;"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">31 agosto 2011. TRIESTE &#8211; Altro che fine del petrolio, con scenari apocalittici che  vedono il prezzo dell&#8217;oro nero schizzare sempre piu&#8217; in alto e guerre  commerciali per accaparrarsi le ultime gocce. Le riserve ci sono e con i  nuovi metodi studiati dai ricercatori di tutto il mondo sara&#8217; anche  piu&#8217; facile trovarle e sfruttarle. Dell&#8217;argomento si discutera&#8217; per due  giorni a Trieste, nel corso di un workshop organizzato dall&#8217;Istituto  nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (Ogs) in programma  fino al 2 settembre, e secondo l&#8217;organizzatore la scienza del petrolio  e&#8217; destinata a rimanere attuale ancora per molto.<!--more--> &#8221;Gia&#8217; due o tre anni fa, prima della crisi, le riserve stimate erano di  130 anni &#8211; spiega Aldo Vesnaver, che passa sei mesi l&#8217;anno in Arabia  Saudita a insegnare le tecniche di estrazione ai ricercatori arabi -,  ora che i consumi sono calati, il petrolio potrebbe durare ancora piu&#8217; a  lungo. Il problema e&#8217; che per ogni barile di petrolio estratto ce ne  sono 20 che passano di mano sulla carta, e gli speculatori ovviamente  hanno dei vantaggi nel far passare il messaggio che il petrolio stia per  finire&#8221;.<br \/>\nLe stime si basano sulle riserve gia&#8217; esistenti, spiega Vesnaver, &#8221;il  problema e&#8217; che la maggior parte del petrolio e&#8217; in mano a compagnie di  Stato, in Venezuela come in Arabia Saudita. Per questo le multinazionali  lo cercano ancora, perche&#8217; quello che producono loro e&#8217; molto meno, e  quello si&#8217; potrebbe finire presto&#8221;.<br \/>\nIl ricercatore presentera&#8217; una tecnica sviluppata per &#8216;auscultare&#8217; i  movimenti dei giacimenti sotterranei grazie ai microterremoti: &#8221;Il  petrolio si produce con due pozzi &#8211; spiega l&#8217;esperto &#8211; uno da cui si  estrae e uno in cui viene pompata acqua ad alta pressione. Questa  provoca delle microfratture nella roccia, che possono essere rilevate  con sismografi estremamente sensibili. Dallo studio di questi  &#8216;scricchiolii&#8217; si possono capire le caratteristiche del giacimento&#8221;. La  stessa tecnica, spiega Vesnaver, puo&#8217; essere usata nello stoccaggio  della CO2, per riuscire a capire i limiti oltre il quale non si puo&#8217;  piu&#8217; pompare il gas.     Al workshop parteciperanno 40 ricercatori  ricercatori provenienti da vari paesi, tra cui Stati Uniti, Brasile,  Arabia Saudita, Russia, Francia, Pakistan e Slovacchia, e rappresentanti  della National Iranian South Oil Company e della Saudi Aramco. Un altro  tema caldo sara&#8217; quello dei gas idrati, di cui Umberta Tinivella  dell&#8217;Ogs e&#8217; referente internazionale.<br \/>\nQuesti gas, formati essenzialmente da metano congelato, stanno  catturando l&#8217;attenzione delle comunita&#8217; scientifiche di tutto il mondo,  perche&#8217; potrebbero costituire una nuova riserva di gas naturale quasi  inesauribile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fonte: www.ansa.it<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>31 agosto 2011. TRIESTE &#8211; Altro che fine del petrolio, con scenari apocalittici che vedono il prezzo dell&#8217;oro nero schizzare sempre piu&#8217; in alto e guerre commerciali per accaparrarsi le ultime gocce. 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