{"id":772,"date":"2011-10-03T12:27:13","date_gmt":"2011-10-03T12:27:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carlocassaniti.it\/?p=772"},"modified":"2011-10-03T12:35:23","modified_gmt":"2011-10-03T12:35:23","slug":"%e2%80%9ccirca-il-50-dei-comuni-siciliani-non-aggiorna-i-propri-piani-di-emergenza-e-molti-di-piu-non-li-pubblicano-sul-sito-istituzionale%e2%80%9d","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/?p=772","title":{"rendered":"\u201cCirca il 50% dei comuni siciliani non aggiorna i propri piani di emergenza e molti di pi\u00f9 non li pubblicano sul sito istituzionale\u201d"},"content":{"rendered":"<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: left;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-773\" title=\"cassaniti\" src=\"http:\/\/www.carlocassaniti.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/cassaniti-255x300.jpg\" alt=\"\" width=\"255\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/cassaniti-255x300.jpg 255w, https:\/\/www.carlocassaniti.it\/wp-content\/uploads\/2011\/10\/cassaniti.jpg 371w\" sizes=\"auto, (max-width: 255px) 100vw, 255px\" \/><\/div>\n<div style=\"text-align: justify;\"><em>Gioved\u00ec, 8 settembre 2011. Con Carlo Cassaniti (nella foto), vicepresidente dell&#8217;Ordine regionale dei Geologi di Sicilia, abbiamo parlato dell&#8217;importanza, in chiave preventiva, dei piani di protezione civile. Strumenti essenziali che gli enti territoriali sono obbligati ad aggiornare e diffondere anche per mezzo dei loro siti istituzionali.<!--more--><\/em><\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\"><em>Nell&#8217;esclusiva intervista che vi proponiamo qui di seguito, il dott. Cassaniti, che \u00e8 anche un esperto in materie geologiche e minerarie del Consiglio Regionale delle Miniere, nonch\u00e9 consigliere ad honorem dell&#8217;Associazione Geologi della provincia di Catania, ha affrontato anche altri rilevanti tematiche.<\/em><\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Dott. Cassaniti, molte amministrazioni comunali parlano di carenza di prevenzione: ma loro la attuano?<\/strong><\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">La legge 225 del 1992 che ha istituito il Servizio Nazionale della Protezione Civile prevede all\u2019art. 3 le attivit\u00e0 e i compiti di protezione civile che a vario titolo devono svolgere gli enti statali, regionali e comunali. In particolare la Prevenzione consiste nelle attivit\u00e0 volte ad evitare o ridurre al minimo la possibilit\u00e0 che si verifichino danni conseguenti ad eventi catastrofici anche sulla base delle conoscenze acquisite per effetto delle attivit\u00e0 di previsione.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">I sindaci costituiscono l\u2019autorit\u00e0 comunale di protezione civile e pertanto devono provvedere ad attuare, in ambito comunale, quanto previsto in termini di prevenzione dalle normative nazionali e regionali. L\u2019informazione degli scenari di rischio e dei comportamenti da assumere prima, durante e dopo l\u2019evento, sono quindi la base di una buona prevenzione. Come gi\u00e0 da qualche anno segnalato da noi Geologi proprio la scarsa diffusione di tali informazioni costituisce motivo di preoccupazione anche nei cittadini come \u00e8 emerso nel rapporto Eurispes Sicilia commissionato dall\u2019Ordine dei Geologi nel 2010 dopo gli eventi tragici del Messinese.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Quali normative obbligano alla diffusione dei Piani di protezione civile?<\/strong><\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Le norme che prevedono la diffusione dei piani fanno riferimento alla Direttiva della Comunit\u00e0 Europea 2003\/4\/CE sull\u2019accesso del pubblico all\u2019informazione ambientale e al D. Lgs. 195 del 19 agosto 2005; quest\u2019ultimo prevede che l\u2019autorit\u00e0 pubblica stabilisce un piano per rendere l\u2019informazione ambientale progressivamente disponibile in banche dati elettroniche facilmente accessibili al pubblico, da aggiornare annualmente. Tra le informazioni oggetto di diffusione rientrano \u201cle politiche ed i piani riguardanti l\u2019ambiente, le valutazioni dei rischi, ecc.\u201d.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\"><strong>In che percentuale i Comuni sono in regola con le normative vigenti?<\/strong><\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Da una ricognizione effettuata nel 2010 emerge che circa il 50% dei comuni siciliani non provveda ad aggiornare i propri piani di emergenza ed una percentuale molto pi\u00f9 alta si registra per i comuni che non pubblicano i piani di protezione civile sul sito web istituzionale.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Quali sono le pi\u00f9 ricorrenti violazioni?<\/strong><\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Il paradosso nel settore della pianificazione in materia di protezione civile \u00e8 che non esiste una norma regionale che preveda l\u2019obbligatoriet\u00e0 di periodici aggiornamenti e relative sanzioni, sebbene nel febbraio del 2011 siano state pubblicate in gazzetta le \u201cLinee Guida per la redazione dei piani di protezione civile comunali ed intercomunali in tema di rischio idrogeologico\u201d con l\u2019indicazione per i comuni di aggiornare i piani di protezione civile secondo quanto previsto dalle stesse. Il caso siciliano pi\u00f9 eclatante \u00e8 rappresentato dal Comune di Catania che, considerato tra i primi comuni a pi\u00f9 alto rischio sismico (e vulcanico) d\u2019Europa \u00e8 dotato di un piano di protezione civile redatto nel 2001 e approvato nel 2002: una citt\u00e0 metropolitana come Catania negli ultimi dieci anni ha cambiato significativamente volto in termini di infrastrutture, popolazione, etc e pertanto \u00e8 evidente come un piano \u201cvecchio\u201d di 10 anni non rappresenti pi\u00f9 quello strumento di pianificazione previsto dalla normativa vigente. Sul sito del Comune \u00e8 pubblicata anche la bozza di aggiornamento redatta tra il 2007 e il 2008 che per\u00f2 non \u00e8 mai stata adottata e risulta, ad oggi (dopo 3 anni), in fase di completamento&#8230;<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Cosa fate per invogliare gli enti territoriali ad applicare le normative? Sono previste sanzioni?<\/strong> L\u2019Ordine dei Geologi da anni segnala sia alle istituzioni che alla popolazione l\u2019importanza della comunicazione ambientale e la necessit\u00e0 di aggiornamento delle pianificazioni a tutti i livelli, dai piani di protezione civile ai piani regolatori generali, dai piani territoriali provinciali al piano per l\u2019assetto idrogeologico regionale (P.A.I.). Purtroppo la politica sembra disinteressarsi degli evidenti problemi di fragilit\u00e0 del territorio italiano come evidenzia l\u2019ultima notizia sulla manovra di governo che ha previsto di cancellare il finanziamento da un miliardo del fondo per il dissesto idrogeologico. Siamo una Nazione che vive i problemi legati ai rischi geologici sull\u2019onda dell\u2019emozione dopo una tragica catastrofe\u2026 appena si spengono i riflettori si ritorna alla normalit\u00e0 dimenticando tutto.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 che alle sanzioni credo che le amministrazioni pubbliche debbano adempiere a quanto prevede la norma per senso etico e di responsabilit\u00e0 verso i propri cittadini: un terremoto o un alluvione quando arriva colpisce tutti gli strati della societ\u00e0, a prescindere dal ceto sociale o dall\u2019appartenenza politica. Penso agli \u201cAngeli di San Giuliano di Puglia\u201d quando nel terremoto del 2002 che cancell\u00f2 la vita di 27 bambini e di una maestra, perse la vita anche la figlia del Sindaco che pi\u00f9 che con la giustizia dovr\u00e0 fare i conti per sempre con la propria coscienza.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Nei comuni pedemontani, quanto importante pu\u00f2 essere un piano di protezione civile? Per quali motivi in particolare?<\/strong><\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">I comuni etnei rispetto al passato oggi rappresentano dei grossi centri abitati e tale trasformazione urbanistica non \u00e8 stata accompagnata da un progressivo ammodernamento e potenziamento del sistema viario e dei servizi in genere, pertanto in caso di eventi sismici e\/o vulcanici ritengo abbastanza probabile il verificarsi di elevate difficolt\u00e0 in termini di evacuazione (via di fuga, etc). Molti di questi comuni sono ormai oggi separati virtualmente da un limite amministrativo ma rappresentano un tessuto urbanistico continuo e pertanto in tali aree sarebbe necessario un maggiore coordinamento per la pianificazione dell\u2019emergenza.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\"><strong>Rispetto a dieci anni fa, come giudica la situazione attuale, che passi avanti sono stati compiuti? <\/strong>Come evidenziato negli ultimi comunicati stampa dell\u2019Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia la situazione attuale, rispetto a 10 anni fa, \u00e8 ancora insufficiente a garantire la sicurezza dei cittadini e del territorio etneo<strong>.<\/strong> Noi geologi riteniamo con grande convinzione che bisogna necessariamente fare \u201cPrevenzione\u201d ed impiegare maggiori fondi per la sicurezza del territorio che abbiamo ereditato dai nostri antenati e che rischiamo di consegnare ancora pi\u00f9 fragile ai nostri figli.<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intervista rilasciata a <strong><em>ienesicule.it<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec, 8 settembre 2011. 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