{"id":796,"date":"2011-11-16T18:37:28","date_gmt":"2011-11-16T18:37:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.carlocassaniti.it\/?p=796"},"modified":"2011-11-16T18:39:50","modified_gmt":"2011-11-16T18:39:50","slug":"gian-vito-graziano-presidente-cng-attacco-alle-professioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.carlocassaniti.it\/?p=796","title":{"rendered":"GIAN VITO GRAZIANO PRESIDENTE CNG: ATTACCO ALLE PROFESSIONI"},"content":{"rendered":"<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">16\/11\/2011. &#8220;Tanta confusione e soprattutto tanta demagogia quando si parla di libere professioni. E&#8217; da anni ormai che assistiamo ad un continuo attacco al mondo professionale, seppure esso contribuisca ancora oggi, nonostante i palesi sforzi di alcuni potentati economici di ridurne l&#8217;autonomia economica ed intellettuale, ad una consistente aliquota del PIL del nostro Paese.<!--more--><\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">La cosa che pi\u00f9 mi amareggia \u00e8 quella che vede il mondo delle professioni oggetto di attacchi violenti e spesso deliranti da parte di una certa parte della classe politica, sociale ed economica italiana, che delle professioni conosce nulla o molto poco, ma si erge a stratega dell&#8217;economia. Ma \u00e8 proprio questa parte politica, sociale ed economica a possedere i giornali e le televisioni, ad avere dunque quella voce mediatica che noi non abbiamo.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Sono essi che espongono i loro slogan in televisione o i loro proclami sulla carta stampata. Sono essi a detenere il potere in Italia, per cui la loro voce \u00e8 quella che fa massa critica, non certo quella dei professionisti, che vengono continuamente fatti passare per caste di privilegiati, anche in un momento in cui la contrazione economica generale li vede in evidente sofferenza.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 i professionisti non sono parte sociale, lo sono altri invece, prescindendo dal fatto che questi altri abbiano o meno prodotto danni economici al Paese, anche ingenti.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Insomma abbiamo scoperto con la legge di stabilit\u00e0 economica che in questo Paese i problemi non sono le banche, n\u00e9 le compagnie di assicurazioni, n\u00e9 certe societ\u00e0 partecipate, ma sono i professionisti e i loro Ordini professionali, rei a sentir loro di bloccare il mercato e la concorrenza, ma in realt\u00e0 rei di avere a sempre una propria autonomia intellettuale da mettere a servizio del Paese. Un Paese che purtroppo non li sente tali, perch\u00e9 loro non vogliono che li si senta tali.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Ed allora ecco che la riforma delle professioni passa attraverso traguardi che sono gi\u00e0 nelle norme regolamentari della maggior parte delle categorie, come la libert\u00e0 di accesso all&#8217;esercizio della professione o la libert\u00e0 di pubblicit\u00e0 informativa gi\u00e0 introdotta negli ordinamenti professionali. In questa strada di assenza di lungimiranza politica, dove nessuno senta mai il bisogno di ascoltare, solo ascoltare, il mondo delle professioni, si arriva persino ad eliminare il semplice, ma indispensabile, riferimento alle tariffe.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Indispensabile nella strada della correttezza delle procedure di affidamento degli incarichi, indispensabile nell&#8217;ottica di quella trasparenza amministrativa di cui tanti parlano, ma forse senza sentirne realmente l&#8217;esigenza, indispensabile anche in un mercato che deve avere delle regole, come in tutti gli altri settori.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Un mercato in Italia dove si varano incentivi per le imprese, per le auto, per le ristrutturazioni edilizie, per le quote latte, per tutto quello insomma che contribuisce allo sviluppo ed alla occupazione, ma dove \u00e8 tab\u00f9 parlarne a favore dei professionisti, che evidentemente non concorrono appieno n\u00e9 allo sviluppo, n\u00e9 all&#8217;occupazione.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Ci si chiede spesso quale sia la strategia del Governo, quali prospettive di risparmio economico si individuano nella drastica ed inutile abolizione del riferimento alla tariffa. Ma in realt\u00e0 la linea strategica tracciata in questa manovra economica non \u00e8 quella del Governo, a cavallo peraltro tra uno uscente ed uno in cantiere, ma di chi vuole assoggettare i professionisti al potere economico, di chi vuole a tutti i costi che i professionisti si impieghino nell&#8217;impresa, perch\u00e9 in questo tipo di societ\u00e0 in cui viviamo \u00e8 solo l&#8217;economia del profitto che conta, non certo quella del sapere e dello sviluppo.<\/div>\n<div id=\"_mcePaste\" style=\"text-align: justify;\">Ci spieghino come potranno contemplare queste misure alle regole della trasparenza. Ci spieghino dove sta quella politica a favore dei giovani, di cui tutti parlano in maniera molto demagogica, che nel campo delle professioni ha visto sinora i giovani sempre pi\u00f9 relegati in un angolo e ad abbandonare persino i sogni, quei sogni di una vita post universitaria, fatta di sacrifici<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">&#8220;Tanta confusione e soprattutto tanta demagogia quando si parla di libere professioni. E&#8217; da anni ormai che assistiamo ad un continuo attacco al mondo professionale, seppure esso contribuisca ancora oggi, nonostante i palesi sforzi di alcuni potentati economici di ridurne l&#8217;autonomia economica ed intellettuale, ad una consistente aliquota del PIL del nostro Paese.La cosa che pi\u00f9 mi amareggia \u00e8 quella che vede il mondo delle professioni oggetto di attacchi violenti e spesso deliranti da parte di una certa parte della classe politica, sociale ed economica italiana, che delle professioni conosce nulla o molto poco, ma si erge a stratega dell&#8217;economia. Ma \u00e8 proprio questa parte politica, sociale ed economica a possedere i giornali e le televisioni, ad avere dunque quella voce mediatica che noi non abbiamo.Sono essi che espongono i loro slogan in televisione o i loro proclami sulla carta stampata. Sono essi a detenere il potere in Italia, per cui la loro voce \u00e8 quella che fa massa critica, non certo quella dei professionisti, che vengono continuamente fatti passare per caste di privilegiati, anche in un momento in cui la contrazione economica generale li vede in evidente sofferenza.Perch\u00e9 i professionisti non sono parte sociale, lo sono altri invece, prescindendo dal fatto che questi altri abbiano o meno prodotto danni economici al Paese, anche ingenti.Insomma abbiamo scoperto con la legge di stabilit\u00e0 economica che in questo Paese i problemi non sono le banche, n\u00e9 le compagnie di assicurazioni, n\u00e9 certe societ\u00e0 partecipate, ma sono i professionisti e i loro Ordini professionali, rei a sentir loro di bloccare il mercato e la concorrenza, ma in realt\u00e0 rei di avere a sempre una propria autonomia intellettuale da mettere a servizio del Paese. Un Paese che purtroppo non li sente tali, perch\u00e9 loro non vogliono che li si senta tali.Ed allora ecco che la riforma delle professioni passa attraverso traguardi che sono gi\u00e0 nelle norme regolamentari della maggior parte delle categorie, come la libert\u00e0 di accesso all&#8217;esercizio della professione o la libert\u00e0 di pubblicit\u00e0 informativa gi\u00e0 introdotta negli ordinamenti professionali. In questa strada di assenza di lungimiranza politica, dove nessuno senta mai il bisogno di ascoltare, solo ascoltare, il mondo delle professioni, si arriva persino ad eliminare il semplice, ma indispensabile, riferimento alle tariffe.Indispensabile nella strada della correttezza delle procedure di affidamento degli incarichi, indispensabile nell&#8217;ottica di quella trasparenza amministrativa di cui tanti parlano, ma forse senza sentirne realmente l&#8217;esigenza, indispensabile anche in un mercato che deve avere delle regole, come in tutti gli altri settori.Un mercato in Italia dove si varano incentivi per le imprese, per le auto, per le ristrutturazioni edilizie, per le quote latte, per tutto quello insomma che contribuisce allo sviluppo ed alla occupazione, ma dove \u00e8 tab\u00f9 parlarne a favore dei professionisti, che evidentemente non concorrono appieno n\u00e9 allo sviluppo, n\u00e9 all&#8217;occupazione.Ci si chiede spesso quale sia la strategia del Governo, quali prospettive di risparmio economico si individuano nella drastica ed inutile abolizione del riferimento alla tariffa. Ma in realt\u00e0 la linea strategica tracciata in questa manovra economica non \u00e8 quella del Governo, a cavallo peraltro tra uno uscente ed uno in cantiere, ma di chi vuole assoggettare i professionisti al potere economico, di chi vuole a tutti i costi che i professionisti si impieghino nell&#8217;impresa, perch\u00e9 in questo tipo di societ\u00e0 in cui viviamo \u00e8 solo l&#8217;economia del profitto che conta, non certo quella del sapere e dello sviluppo.Ci spieghino come potranno contemplare queste misure alle regole della trasparenza. Ci spieghino dove sta quella politica a favore dei giovani, di cui tutti parlano in maniera molto demagogica, che nel campo delle professioni ha visto sinora i giovani sempre pi\u00f9 relegati in un angolo e ad abbandonare persino i sogni, quei sogni di una vita post universitaria, fatta di sacrifici\u00a0e voglia di sfondare, che porta con perseveranza anche a grandi soddisfazioni, quelle soddisfazioni che derivano dal vedere che il proprio progetto, il prodotto del proprio dell&#8217;intelletto, viene accolto con favore e consente di raggiungere obiettivi di comune interesse. E&#8217; il concetto base della qualit\u00e0 dei progetti, che in Italia non si sa neanche cosa significhi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E tutta questa involuzione avviene con l&#8217;arroganza di chi fa passare l&#8217;introduzione di queste novit\u00e0 normative nelle manovre economiche come necessarie, senza spiegarcene il perch\u00e9, vestendo il boccone indigesto dietro l&#8217;abito sempre comodo dell&#8217;Europa, ma senza che questo sia sempre vero. Altrimenti non ci spiegheremmo perch\u00e9 la Corte di Lussemburgo ha stabilito che ai Paesi membri \u00e8 consentito di dotarsi delle tariffe che vogliono e non ci spiegheremmo perch\u00e9 in Germania si reintroducano le tariffe minime per i lavori pubblici. Allora c&#8217;\u00e8 da chiedersi &#8220;forse apparteniamo ad un&#8217;altra Europa?&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019Europa invece ci chiede trasparenza negli affidamenti, nel rispetto delle soglie per la scelta delle procedure, istanza questa che non potremo assolvere, perch\u00e9 non avremo pi\u00f9 neanche i riferimenti tariffari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I liberi professionisti rifuggono da queste logiche mercantili e fanno appello alla coscienza civica degli italiani perch\u00e9 si ribellino a questo andazzo che ci sta facendo sprofondare, ogni giorno di pi\u00f9, verso uno stato dove gi\u00e0 contano e domani ancor di pi\u00f9 conteranno solo i grandi gruppi imprenditoriali e finanziari. Con buona pace dei professionisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Non ci arrendiamo. Attendiamo dal Governo Monti una strategia chiara, anzi una strategia, ma che sia discussa, partecipata e condivisa, come si fa con le parte sociali, quelle che tali vengono considerate. Altrimenti abbiano il coraggio di dirci che di noi non gli importa nulla.&#8221;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Fonte: Consiglio Nazionale dei Geologi<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>16\/11\/2011. &#8220;Tanta confusione e soprattutto tanta demagogia quando si parla di libere professioni. 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